mercoledì 31 marzo 2010

Museo del''Emigrazione "G.B. Scalabrini"

Il Museo dell’Emigrazione, intitolato a “Giovanni Battista Scalabrini”, attraverso un itinerario visivo e cronologico mostra i momenti precedenti la partenza, cioè quelli di una società contadina la cui vita era scandita dal suono delle campane e dal calendario agrario; i documenti necessari per emigrare; l’immagine del Santo Patrono che il contadino-emigrante portava con sè come testimonianza di fede e devozione,  ma anche come mezzo per invocare aiuto e protezione. Infine, la “Merica” vista attraverso le foto inviate ai parenti rimasti per dimostrare di aver fatto fortuna e di vivere in una terra lontana una vita migliore rispetto a quella grama del paese.
Palazzo Mannaccio, Corso Mannaccio
89815 Francavilla Angitola (VV)
http://www.francavillaangitola.com
GIORNI E ORARI
Tutti i gironi 9:00-12:00, 16:00-19:00
CHIUSURA
Domenica
BIGLIETTI
Gratuito

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lunedì 29 marzo 2010

Museo del Peperoncino di Maierà

Un singolare museo che offre una panoramica sul simbolo gastronomico della Calabria attraverso percorsi che ne mettono in luce gli aspetti gastronomici e sensoriali, artstici, comunicativi e storici. Cinque sezioni (la via del peperoncino, la pianta, arte e comunicazione, la fantasia di ogni giorno, accademia del peperoncino) per un viaggio tra fotografie, disegni, pubblicità, storie e oggetti legati e ispirati al peperoncino

Palazzo Ducale
Maierà (CS)
0985.811.30
GIORNI E ORARI
da Giugno a Settembre 17:00-23:00
BIGLIETTI
1,00 euro
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giovedì 25 marzo 2010

Museo d'Arte Contemporanea

Una realtà espositiva dedicata all'arte contemporanea e sperimentale che vuole essere un rifferimento per l'intero territorio. La collezione permanente raccoglie dipinti e sculture di artisti italiani e internazionali contemporanei, afffermati ed emergenti. Il museo è anche sede di interessanti rassegnee e mostre temporanee a tema.
Formalmente costituita nel 1987, nasce come Associazione Culturale - Pinacoteca (no-profit). Riconosciuta con legge regionale, gode del supporto di contributi pubblici e da sponsor per lo svolgimento della programmazione di promozione culturale, mostre, installazioni e performances. Attraverso diverse iniziative, AM international ha perseguito l'obiettivo di stimolare, in particolar modo nei giovani, l'interesse e la passione per l'arte contemporanea e sperimentale. In breve tempo, la Pinacoteca di Bivongi è diventata un luogo di riferimento, strumento di informazione e punto di incontro per giovani autori di differente formazione artistica.

Via E.Fermi 10
89040 Bivongi (RC)
http://www.aminternational.it
GIORNI E ORARI
Martedì-Domenica 10.00-18:00
CHIUSURA
Lunedì
BIGLIETTI
gratuito

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martedì 23 marzo 2010

L'isola di Cirella

Piccola isola che sorge di fronte Cirella, frazione della città di Diamante. Le rocce dell'isola di Cirella, sottoposte all'erosione marina, hanno dato vita a grotte ed insenature.

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lunedì 22 marzo 2010

Premio Tropea



Domenica 21 marzo, alle 10:30 presso il Museo Diocesano di Tropea, il comitato tecnico-scientifico del Premio “Tropea” si riunirà pubblicamente per scegliere tra i 30 libri in concorso la terna che si disputerà la finale di luglio.

La giornata sarà occasione per parlare di libri e per ripercorrere la storia di un Premio giovane sì, ma di belle speranza davvero!
Numerosi gli ospiti, oltre alla presidente del Comitato Isabella Bossi Fedrigotti e ai giurati, chiamati ad intervenire:
Domenico Cersosimo, vicepresidente della Regione Calabria; Francesco De Nisi, presidente della Provincia di Vibo Valentia; Rosa Luzza, subcommissario straordinario del Comune di Tropea; Francesco Mangione, presidente dell’azienda Spi spa; Francesco Lucifero, presidente della Banca popolare del Mezzogiorno e Gianfranco Tarallo, presidente di Asmenet Calabria.
         Conduttore è come sempre Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli Affaticati e patron del Premio.

venerdì 19 marzo 2010

Museo Archeologico Statale "Capialbi".

Nel suggestivo Castello Svevo costruito da Ruggero II sono conservati reperti archeologici (oggetti sacri e quotidiani, elementi architettonici, monili, arredi funebri..) datati dal VII sec. a.C. al II sec. a.C. e provenienti da scavi effettuati nel territorio di Vibo Valentia e un'importante racccoltadi monete della Collezione Capialbi. Ospita mostre temporanee durante tutto l'anno.Oltre a oggetti d’età preistorica provenienti dalla zona, frutto di scavi di una capanna dell’eneolitico e del rinvenimento fortuito di una spada del XIII sec. a.C. presso una tomba del VI sec. a.C., vengono al primo piano esposti i rinvenimenti dalle quattro aree sacre della città, di età magnogreca: i primi e più antichi reperti sono quelli della stipe votiva di contrada Scrimbia, databile dalla fine del VII sec. a tutto il V sec. a.C., consistente in ceramica corinzia, rodia e attica, anche di grande dimensione, bacili ed elmi bronzei, statuette votive e gioielleria di notevole qualità (orecchini, anelli, fibule, spilloni) in oro, argento e avorio. La stipe votiva di Cofino ha invece restituito in particolar modo alcuni pinakes di tipica produzione locrese e due modellini di tempietti particolareggiati in terracotta. Al piano inferiore sono esposti i reperti rinvenuti nelIe necropoli, comprese tra la fine del VII sec. a.C. fino al IV sec. a.C.; pezzo forte è la laminetta aurea iscritta in dialetto dorico-ionico, attestante il culto orfico, rinvenuta in una tomba femminile databile tra il V e il IV sec. a.C. Sono incisi consigli per il defunto una volta raggiunto l’aldilà. Segue la necropoli brettia di contrada Piercastello, contenente testimonianze della presenza dei bruzi nella zona (tesoretto di 867 argenti) e i nuclei antiquari privati, che espongono begli esempi di coroplastica (terrecotte arcaiche dal santuario di Scrimbia, antefisse a palmetta e a maschera silenica, sime dipinte) e ceramica (lekythoi attiche a figure rosse). Fra queste collezioni private spicca il monetiere Capialbi con i suoi rarissimi aurei locresi. L’esposizione continua con materiale di età romana: oltre a reperti in ceramica sigillata africana e aretina, sono presenti statue di marmo (notevole il busto di M. Vipsanio Agrippa, genero di Augusto), altri reperti (tegole bollate, statuette) e gigantografie di mosaici pavimentali databili tra il III ed il IV sec. d.C., provenienti dalle terme romane presso Sant’Aloe. Per finire si segnala un bel mosaico pavimentale, d’età imperiale, con fontane e scene marine.

GIORNI E ORARI
Tutti i giorni 9.00-19:30
BIGLIETTI
2,00 euro
RIDUZIONI
1,00 euro


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giovedì 18 marzo 2010

Museo Agrumario

Negli spazi della stazione sperimentale per l'industria delle essenze e dei derivati agrumari della città ha sede questo piccolo Museo specializzato dedicato ad uno dei prodotti più tipici della regione, gli agrumi. Il percorso espositivo propone una panoramica sulla coltivazione, la lavorazione e la raffinazione del bergamotto, attreaverso attrezzi, macchinari e documenti fotografici
Via Generale Tommasini
Reggio Calabria (RC)

http://www.ssea.it

GIORNI E ORARI
attualmente chiuso per ristrutturazione

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mercoledì 17 marzo 2010

Teatro / Al Sybaris di Castrovillari “Il finto morto”

Ottavo appuntamento con l’undicesima stagione teatrale di Castrovillari. Il Teatro della Sirena, Libero Teatro Popolare d’Arte di Calabria Citra porterà in scena “Il finto morto” di e con Giuseppe M. Maradei.
L’appuntamento, inserito nella sezione fuori abbonamento della stagione, è per sabato 20 alle ore 21,00 al Teatro Sybaris, con replica domenica sempre alla stessa ora. Ricordiamo che la stagione teatrale comunale è stata organizzata dall’assessorato alle politiche culturali con il prezioso contributo di Teatri Calabresi Associati diretto dal dott. Domenico Pantano e grazie all’impegno proficuo del vicesindaco del capoluogo del Pollino, la prof.ssa Anna De Gaio, del responsabile del Servizio Promozione Culturale, il dottor Fausto Ferraro, affiancati da Francesco Bartolini, Mimmo Chiarelli e Iole Trovato. I “Commedianti dell’Improvvisa” sono i protagonisti di “Il finto morto” ovvero: “Pulcinella cadavere ambulante per progetto”, farsa “all’antica” tratta da alcuni canovacci dell’“Arte”. L’“Improvvisa” è il carro con cui gli attori italiani hanno effettuato il loro viaggio più lungo attraverso secoli, popoli e culture, lasciando un segno indelebile del loro passaggio, della loro opera e della loro ricca e variegata esistenza. Sulla scena con Giuseppe M. Maradei (anche nelle vesti di regista): Rosario Rummolo, Filly Catapano, Elena Aganetti e Giani Colaci. Questo spettacolo è proprio un omaggio ai Comici dell’Improvvisa, ai veri ed autentici protagonisti di quella che ormai è notoriamente conosciuta da tutti come “Commedia dell’Arte”, a coloro, cioè, che della vocazione del Teatro fecero il loro “mestiere” e la loro vita, una vita fatta di stenti, inganni, imbrogli, amori contrastati, spacconerie, sospiri, equivoci, travestimenti, spade di latta, lazzi, frizzi e motti. I “Commedianti dell’Improvvisa”, celati dietro il cuoio delle loro maschere, sono stati i veri protagonisti di quella lunga e fortunata stagione che ha imposto la tradizione italiana sui palcoscenici del mondo intero. La recitazione cosiddetta “all’antica”, con tutto il suo mondo di luci e di ombre, rivive così nei colori del tempo. Un “teatro di mestiere”, fatto cioè da veri professionisti, per cui il testo diviene un mero pretesto, per sfoderare lo sterminato bagaglio tecnico di “lazzi”, “tirate” e “bravure”, per dar sfoggio di talento e maestria. Rievocando antichi canovacci, attraverso le maschere, ebbre di echi e visioni di feste popolari e riti arcaici, si vuole evocare il ricordo, le atmosfere e il gusto di un mestiere, in cui esuberanza e naturale trasgressiva irriverenza fanno rivivere, sulla scena nuda della memoria, visioni e frammenti di un luogo remoto ed incantato dove la fantasia regna sovrana sulle miserie quotidiane del reale. Nel Regno di Napoli, la Commedia dell’Arte sopravviverà al suo declino, sfociando nel repertorio popolare delle “Pulcinellate”, che tanto lustro e gloria hanno dato alle polverose tavole del San Carlino. Il Teatro della Sirena di Castrovillari è un Teatro “all’antica”, fondato dal M° Giuseppe M. Maradei nel 2002, sede di un Libero Teatro Popolare d’Arte che ne prende il nome. È centro di produzione, ricerca, studio, sperimentazione, promozione e formazione delle Arti e dello Spettacolo, con particolare riferimento al patrimonio tradizionalista meridionale. Esso nasce dall’incontro di varie professionalità che, dopo aver operato singolarmente per anni in compagnie nazionali, si sono riunite per dar vita ad un progetto di lavoro comune sul territorio, che può sintetizzarsi intorno ad un punto fondamentale: recupero di testi, linguaggi e tecniche della tradizione popolare per avviare un percorso di studio e ricerca verso nuove forme di drammaturgia. La sua struttura artistica, organizzativa e tecnica offre supporto e consulenza anche per l’ideazione, la direzione e la gestione di festival, progetti, rassegne ed eventi per conto di enti pubblici e privati. Oltre a svolgere un’intensa attività nell’ambito delle scuole di ogni ordine e grado, mediante corsi e seminari per alunni e docenti, tiene da anni un proprio Laboratorio Teatrale per bambini, giovani ed adulti. La sua Compagnia, presente in festival, rassegne ed eventi, ha in repertorio spettacoli e manifestazioni che vanno dal teatro scuola al teatro di piazza, dal teatro medioevale all’animazione dei centri storici, dal teatro religioso al teatro carnascialesco, dal teatro “all’antica” alla Commedia dell’Arte. Luogo di incontro, di confronto e dibattito fra artisti, intellettuali ed esperti che da anni svolgono sul territorio tali attività, il Teatro della Sirena, con i suoi atti, i suoi interventi, i suoi eventi, i suoi concerti, le sue rassegne, le sue mostre e i suoi spettacoli, si è imposto subito alla ribalta del panorama artistico e culturale della Calabria Citra, conquistandosi, fin dal suo nascere, un ruolo primario, divenendo punto di riferimento nell’area Pollino-Sibaritide per enti, associazioni e singoli operatori del settore. 

martedì 16 marzo 2010

Il Castello di Belvedere

Castello aragonese di origine medioevale, edificato dal conte Ruggero il Normanno nel sec. XI. Caratterizzato dalle due torri cilindriche con motivi gotici e beccatelli.

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lunedì 15 marzo 2010

Chiuso il tratto fra Sant'Onofrio e Pizzo.

L'Anas ha annunciato urgenti lavori di manutenzione nel tratto dell'A3 compreso tra Sant'Onofrio e Pizzo, in virtù di ciò fino alle 20 di stasera il traffico sarà deviato sulla ss18Autostrada. Chiuso il tratto fra Sant'Onofrio e Pizzo
14/03/2010 Nuovo intervento di emergenza dell'Anas suul'Autostrada a A3. Questa volta è stato chiuso al transito in entrambi i sensi di marcia il tratto compreso tra lo svincolo di Sant'Onofrio e quello di Pizzo Calabro, entrambi in provincia di Vibo Valentia. L'Anas ha reso noto che il traffico veicolare verrà deviato, fino alle 20 di questa sera sulla statale 18.
Secondo quanto comunicato dalla società che gestisce le autostrade italiane i motivi dell'intervento e della connessa chiusura del tratto autostradale sono correlati a dei non meglio definiti "urgenti lavori di manutenzione".

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venerdì 12 marzo 2010

Applausi per "Dalida"

Ieri sera nel teatro storico Paolella-Amantea s'è tenuto lo spettacolo “Avec le temps, Dalida” scritto e diretto da Pino Amendola e, previsto nel cartellone della stagione teatrale organizzata dall’Assessorato allo Spettacolo e alle Manifestazioni culturali
in collaborazione con l’associazione culturale generazione Futura e cofinanziata dalla Regione con fondi POR FESR 2007/2013. Protagonista dello spettacolo è stata Maria Letizia Gorga che ha riproposto le più celebri canzoni di Dalida. Dalida è stata la bandiera della musica italiana e francese in tutto il mondo negli anni 60-70. Donna di fascino, incantatrice di uomini, istrionica e passionale ha saputo sempre rinascere come la leggendaria fenice, legata fortemente al suo burrascoso amore con il cantante Tenco capostipite della “scuola di Genova”. Durante lo spettacolo, gli spettatori sono stati ammaliati dall’interpretazione della Gorga che ha riproposto brani celebri come “Ciao amore ciao, Bang Bang, Vedrai Vedrai”. Il pubblico colpito ed entusiasta, ha ricordato con tanta nostalgia i momenti vissuti in compagnia delle canzoni della loro conterranea. La stagione teatrale proseguirà, martedì 23 marzo al teatro S. Marco, con “ Un giardino di aranci fatti in casa”, uno spettacolo di Neil Simon, diretto da Patrick Rossi Gastaldi con due interpreti di eccellenza Gianfranco D’ Angelo e Ivana Monti. Lo spettacolo è una commedia che tratta il tema dei rapporti tra padri-figli con sentimento, ironia e, soprattutto grande divertimento. Il repertorio musicale di Dalidà – ha dichiarato l’Assessore allo Spettacolo Antonella Converso- ben interpretato dalla Gorga, ha riportato indietro nel tempo gli spettatori, facendogli fare un tuffo nei ricordi. Uno spettacolo che ha avuto un grosso apprezzamento e ci ripaga delle scelte compiute. I biglietti si possono acquistare da venerdì 19 marzo dalle ore 17:30 alle ore 20:30 presso il botteghino del teatro San Marco. 

giovedì 11 marzo 2010

Museo Archeologico

Museo Archeologico Nazionale Crotone

L'antica Kroton fu una colonia ricca e florida, importante centro culturale che diede i natali al grande filosofo Pitagora - che qui fondò la sua celebre scuola - e al cinque volte campione olimpico Milone. L'allestimento del Museo prevede due percorsi: il primo ricostruisce la storia della colonia dalla pre-protostoria al medioevo, mediante l'esposizione dei reperti rinvenuti durante gli scavi nella città. In questa sezione si segnalano le ceramiche rinvenute nell'area dell'antico Kerameikos, dove erano situate le botteghe artigianali. Il secondo percorso, invece, illustra lo sviluppo dei territori limitrofi alla colonia, soprattutto dei santuari greci di Vigna Nuova a Crotone, di Hera Lacinia a Capo Colonna, del tempio di Apollo a Cirò e di S. Anna. Pezzo forte dell'esposizione è il 'Tesoro di Hera', rinvenuto durante gli scavi al tempio di Capo Colonna, si compone di manufatti d'oro, d'argento e di un mirabile diadema in oro, divenuto simbolo del Museo

Luogo: Crotone
Indirizzo: Via Risorgimento, 120
Telefono: 0962/23082
Giorni di apertura: Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica

martedì 9 marzo 2010

A Rossano “La diva dell’Empire”

E’ stato molto apprezzato lo spettacolo “La diva dell’Empire”, concerto per pianoforte e soprano, andato in scena sabato scorso al teatro storico Amantea Paolella.
Si trattava del secondo spettacolo della V edizione della Città della Musica, rassegna di pomeriggi musicali organizzata dall’ Assessorato al Turismo, Spettacolo e Manifestazioni Culturali del Comune di Rossano, in collaborazione con il Centro Musicale Giuseppe Verdi. Si sono esibiti la soprano Rosaria Buscemi accompagnata da Alessandro Vuono al pianoforte. Con questi concerti non stiamo facendo altro – ha dichiarato l’Assessore allo Spettacolo Antonella Converso- che rendere accessibile la musica classica a tutti i cittadini promuovendo artisti calabresi e locali. Inoltre stiamo rendendo fruibile, gratuitamente il teatro storico Amantea Paolella. Il prossimo spettacolo, gratuito, della kermesse “Le vie del romanticismo in Europa” andrà in scena domenica 14 marzo, sempre alle ore 19:00 al Paolella. Suoneranno Giuseppe Pisciotta (viola) e Antonella Calvelli (pianoforte). 

lunedì 8 marzo 2010

ASTRONOMIA E METEOROLOGIA DEI PESCATORI DI TROPEA

Le conoscenze astronomiche dei pescatori tropeani si limitano solo a quelle poche stelle che possono riuscir loro utili nell'esercizio della pesca. Essi credono, ed in ciò non sono i soli, che gli astri esercitino una certa influenza su ciascun essere vivente e perciò dicono di una certa persona a cui vada tutto a gonfie vele che "nascìu sutta 'na bona stija".
Mostrano grande apprensione quando appare in cielo una cometa, perchè credono che sia foriera di carestia, di disastri e di malanni per la povera umanità. Ora noi facciamo una rapida escursione sulla volta celeste, soffermandoci a questi astri che esse conoscono e così ci faremo un'idea chiara delle loro conoscenze astronomiche.
Cominciamo con l'Orsa Minore, dai pescatori denominata "Carru Maistru" con la Stella Polare, che serve loro di orientamento durante la notte. Segue l'Orsa Maggiore, che va sotto il nome di "Carru ch'y goj" e che per i pescatori non ha nessuna importanza all'infuori di quella di rintracciare subito la Stella Polare.
Importante per essi è la "Via Lattea", conosciuta sotto diversi nomi, prima di tutto con quello di "Strata di S. Japico" e poi "Strata d'i tempi".
Quest'ultimo nome glielo hanno dato perchè credono che questo ammasso stellare annunzia i venti che spireranno secondo la direzione che assume in cielo.
I pescatori hanno osservato che la sua direzione normale è una obliqua che va da maestro a scirocco, ma quando la vedono che va da levante a ponente attendono i venti da nord, mentre quando va da greco a mezzogiorno attendono il vento che spirerà da scirocco (che essi dicono "tempo di canale", cioè dello stretto di Messina) da dove arriva a Tropea lo scirocco, oppure da libeccio.
Se poi segue la direzione da maestro a scirocco si avrà un tempo secco e spirerà il maestrale. Distinguono pure in essa la prua, la quale è l'estremo che può trovarsi ora a ponente e ora a mezzogiorno.
Passiamo adesso ai "Varìi" e alla "Cucchitta", che formano la costellazione dei Levrieri. I Varìi (ossia i Barili) sono due stelle grandette che si vedono a ponente.
Tramontano a mare al primo chiarore dell'alba. In marzo, verso le quattro del mattino, quando la "Cucchitta" (cioè la Coppietta) ha fatto la sua apparizione in cielo.
      
Quest'altra coppia di stelle è preceduta da una stella, la quale sorge mezz'ora prima da levante 4a scirocco, propriamente dove c'è la collina detta "Conicéa".
Nel marzo sorge con 2 ore di mattino, in aprile con un'ora ed a maggio all'alba e dà il segnale propizio per calare a mare le minaite.
Viene ora la "Stija de l'arba" o "Stiazzu". Sotto questi due nomi è conosciuto Espero, che, in gennaio, sorge due ore prima che faccia giorno, ed in aprile appena spunta l'alba, a greco 4a levante. E' visibile da gennaio a tutto aprile e ritarda gradatamente il suo sorgere. Al suo apparire si calano a mare le minaite.
La "Pujara" ossia la costellazione delle Pléiadi, facilmente riconoscibile da tutti, ha l'ufficio di orologio perchè l'inverno sorge ad un'ora di notte e quando è giunta a perpenticolo sulla terra segna mezzanotte.
Il proverbio dice di essa: "A Sant'Andrea (29/11) a pujara paparea", volendo significare che in detto giorno appena spunta l'alba essa tramonta.
La "Pujara" sorge in agosto a mezzanotte e dieci minuti prima che essa tramonti si calano in mare le reti e si ritirano dieci minuti dopo il suo tramonto.
Sono denominate "U tri bastuni" tre stelle, l'una dietro l'altra in linea retta, che fanno parte della costellazione di Orione, Il tre bastone sorge un'ora e mezza prima delle Pléiadi e tramonta un'ora e mezza pure prima di esse.
In ultimo abbiamo la "Stija di Santa Caterina". Così è denominato Sirio: appare in cielo il 22 novembre sulla costa verso greco-levante, sorgendo a prima sera sopra il villaggio di Fitili ed indica che è venuto il tempo di calare le nasse per la cattura dei pesci che saranno conservati in apposite nasse per essere venduti a Natale.
Sulle "Stelle cadenti" o "Filanti" i pescatori hanno osservato che fino a mezzanotte corrono verso il 3° e il 4° quadrante. Da mezzanotte in poi corrono verso il 1° e il 2° quadrante: in questo caso si dice che corrono in poppa, mentre prima mezzanotte corrono verso vento.
Se le Stelle cadenti si partono da ponente e vanno verso levante, si aspetta il vento da levante, se poi da levante si dirigono verso ponente si aspetta il vento da ponente.
Non abbiamo ancora finito la nostra escursione nella volta celeste e passiamo al
Ministro maggior della natura,
che del valor del cielo il mondo impronta
e col suo lume il tempo misura.
Dal sole traggono soltanto presagi meteorologici. Infatti se al tramonto esso si presenta rosso, mentre il cielo è terso, è segno che il giorno seguente sarà buon tempo:
"Russu di sira, bon tempo di matina"
che corrisponde al toscano: "Rosso di sera, buon tempo si spera". Se il cielo sarà tinto di rosso al sorgere del sole, succederà il contrario: "Russu di matina, / Pripara la tina ".
      
Quando il sole al tramonto si presenta di rosso macchiato i pescatori credono che ciò sia un segno di prossima pioggia, accompagnata da vento, come dice il proverbio: "Aria russa, timpesta di ventu".
Sarà buon tempo quando il disco solare al tramonto si mostrerà lucido, in un'atmosfera chiara, mentre se tramonta dietro uno strato di nuvole scure il pronostico è contrario.
Quando mei giorni piovosi il sole fa capolino fra le nuvole ed i suoi raggi sono pallidi è segno che la pioggia continuerà: "Suli jancu, suli d'acqua".
Un altro segno di buon tempo è ritenuto quando l'orizzonte è limpido ed il sole, nell'attimo in cui scompare nel mare, lancia nel cielo come un guizzo smeraldo. Tale curioso fenomeno viene detto dai pescatori "Lampu virdi".
Infine sul sole abbiamo le seguenti osservazioni:
1) Quando il sole s'insacca tra le nuvole, anche se il resto del cielo sia chiaro, si aspetta mal tempo, di solito da Ponente-Libeccio, ma se il sole prima si insacca e poi viene fuori è segno che il tempo sarà variabile.
2) Quando il sole manda fra le nuvole dei raggi in alto è segno che spireranno venti da ponente e quindi sarà cattivo tempo.
3) Quando si provi l'illusione che il sole tramonti veloce è indizio di cattivo tempo e quando sorge chiaro sarà buon tempo; ma se quando sta per sorgere manda fuori i suoi raggi fra le nuvole i venti saranno da levante e se ciò succederà, al tramonto i venti saranno da ponente.
Dopo il sole viene la luna, la quale è oggetto di speciali osservazioni. Essa è considerata come se fosse un essere vivente e nelle sue asperità i pescatori credono di distinguere gli occhi, il naso e la bocca. Allorquando accade un'eclissi essi ritengono che il sole e la luna si azzuffino.
Dalle osservazioni che fanno sulla prima fase lunare deducono l'andamento dell'intera lunazione, seguendo la seguente regola: il primo e il secondo giorno del novilunio non hanno efficacia, ossia non si attribuisce nessun valore, mentre al terzo sì e, se il quarto ed il quinto giorno saranno uguali al terzo, anche gli altri giorni rimanenti della lunazione saranno identici, come espongono i seguenti versi latini:
Prima et secunda (dies) nihil,
Tertia indicat
Si quarta et quinta talis
Tota lunatio aequalis.
Però al principio di ogni fase si ha sempre un movimento di tempo. Inoltre sono sicuri che non pioverà dall'8° al 9° giorno della Luna e ciò è confermato dal proverbio: "Dalli ottu alli novi l'acqua non si movi".
I proverbi che veniamo man mano esponendo compendiano l'esperienza fatta osservando questo nostro satellite.
'A luna di settembri / setti luni cogghi sempri.
Con ciò non si vuol significare che la luna di settembre regola il tempo per sette lunazioni di seguito, fino a marzo dell'anno successivo, nel senso che se la lunazione di settembre comincia con lo scirocco, o con altro vento, questo dominerà per sette lunazioni.
Luna chiara, abbivara li pantana.
Luna a varca, luna d'acqua.
vogliono significare che quando la luna si trova al suo primo quarto presenta la gobba in giù e le corna in alto, in modo da dare l'idea di una barca che naviga nel cielo, il tempo sarà piovoso. Si dice pure:
Luna a barchetta, marinaru all'erta !
Allorchè la luna falcata capita in posizione diritta nel cielo, ed in questo è annunzio di brutte giornate, per cui il pescatore non può più andare a pescare e se ne sta sdraiato sulla spiaggia accanto alla sua barca, si dice:
Luna curcata, marinaru allorditta.
Significa il contrario di quanto sopra quest'altro detto:
Luna allorditta, marinaru curcatu.
Quando la luna è di 15 giorni viene detta "Quinta" e di essa si ha il proverbio:
Quando è quintadecima vera
'U suli si curca e la luna si leva.
Inoltre viene detto:
Non c'è quinta senza sciroccu,
il quale si farà sentire tre giorni prima o tre giorni dopo.
Alle volte, mediante i vapori, si forma intorno alla luna un ampio alone ed allora è segno che dovrà spirare vento oppure verrà a piovere per cui il proverbio avverte: "Circu luntanu / Acqua vicina".
Se invece l'alone è piccolo non verrà a piovere ed in questo caso si dice: "Circu vicinu / Acqua luntana".
Altre volte succede che intorno alla luna, tutta offuscata, si forma un piccolo alone, che viene detto "Occhio di pernice", e ciò è indizio che il tempo è per scaricare, come dicono i marinari, ossia sarà cattivo tempo ed intanto l'aria è chiara.
Se vicinissimo a questo satellite scorgono una stella che brilla di una viva luce ritengono che presto avverrà un cambiamento a male del tempo, onde il proverbio: "Stia e luna, è fatta sgrissura".
        
Quando la luna è piena, le correnti marine sono più impetuose, come pure più sensibili sono le maree ed i granchi ed i ricci sono pieni della loro sostanza mangereccia.
I pescatori calano in mare le reti dieci minuti prima che essa sorga e le ritirano dieci minuti dopo che è sorta; in seguito torneranno a calarle dieci minuti prima che tramonti, per ritirarle dieci minuti dopo che è tramontata.
L'osservatorio meteorologico dei pescatori tropeani è un vasto terrazzo sopra un'alta rupe che guarda il mare a ponente, fornito di sedili di pietra ed ornato da pochi alberelli di acacia. Questo luogo di osservazione è detto la "Villetta del Borgo". Ivi si riunisce la gente del mare per scrutare, sia di mattina che di sera, il cielo onde trarre i pronostici della giornata.
Quindi, di mattina guardano l'isola di Stromboli, distante circa 36 miglia marine in direzione di ponente-libeccio, e osservano la direzione del fumo di quel vulcano, sempre attivo, e confrontano se il vento segue la stessa direzione di quello che spira nel loro mare.
Di notte, guardando le stelle, indovinano come sarà il tempo come recita l'adagio:
Stij lucenti / tempu sprendenti,
Stij cupusi / tempi chiovusi,
Stij cadenti / sciroccu ardenti.
Quando le stelle tremolano ed il cielo è sereno vuol dire che è prossimo il cambiamento del tempo.
*  *  *
Il vento è il motore naturale di tutti i velieri. Esso gonfia le vele delle barche con cui i pescatori raggiungono i luoghi pescosi molto lontani dalla riva, e quando non spira propizio debbono raggiungere lo scopo per mezzo del duro travaglio della voga. Non per nulla sogliono dire:
la vila Dio la fici / A li rimi focu e pici.
Poichè il vento, sconvolgendo i flutti, produce la tempesta, si usa dire:
Quandu vai pi' mari / Ventu no' chiamari.
Il vento di terra rende difficile il ritorno alla riva delle barche e qualche volta minaccia di far perire o pescatori che si sono avventurati in alto mare, e perciò abbiamo il detto:
Ventu di terza sparti matrimoniu.
e quindi:
Bisogna navicari c''u bon tempu
perchè
Cuntra ventu non si pò navicari
Si sa che riguardo la durata
'U ventu a lu primu (jornu) nasci,
a lu secundu pasci,
a lu terzu mori.
I venti, secondo da quale quadrante spirano, derivano il loro nome. Il vento che viene dal nord è detto tramontana, e suol dirsi:
'A trammuntana / o scirocco o libici chiama
perchè essa segue uno di detti due venti.
Nel mare di Tropea quando spira la tramontana si ha solo vento perchè:
'A tramuntana / l'acqua alluntana.
E si sa che può durare:
'A trammuntana / tri jorna o 'na simana.
Quest'altro adagio precisa meglio la durata:
Quandu hiata 'a trammuntana
Hiata 'na simana.
E quandu veni di lu so' paisi
Hiata cchiù di nu misi...
Su questo vento, come pure sullo scirocco, abbiamo il proverbio ammonitore: Trammuntana tribula,  /  Sciroccu chiaru,  /  Statti all'erta, o marinaru.
D'inverno, essendo la tramontana un vento gelido, si usa dire: "'A trammuntana  / i venti li sicca  /  e li figghioli li 'ntana" per significare che i vecchi se li porta all'altro mondo, mentre i ragazzi li fa stare intanati nelle loro case.
Il vento di greco-tramontana è traversia per Tropea, mentre il solo greco presagisce lo scirocco, perchè sono due venti che si contrastano. Infatti si suol dire:
Quandu a Trupia hiata lu grecali
Lu sciroccu sbucca du Canali,
cioè dallo stretto di Messina.
In merito alla caccia ed alla pesca si dice:
Grecali,  /  Nè acei 'n terra, nè pisci a mari.
Il greco-levante è un vento di terra. Nei golfi di Sant'Eufemia e di Gioia Tauro o incalza o resta buono. In Tropea i pescatori dicono:
Grecu e levanti  /  Acqua d'arretu e acqua d'avanti
per indicare che pioverà diffusamente ed aggiungono che il greco-levante, come pure lo scirocco,
è "sparti matrimoniu".
Il levante o forza o rimane buono. Quando è subitaneo può fare un temporale. Anche questo vento è "sparti matrimoniu".
Lo scirocco-levante è un vento di terra forte ed abbiamo l'adagio:
Sciroccu a levanti  /  Non perduna mancu e Santi
tanto è forte la sua impetuosità. Dello scirocco si dice:
Sciroccu  /  O acqua di celu, o punentata
perchè se non viene a piovere succederà il vento di ponente. Si aggiunge, poi, quest'ultimo adagio:
Sciroccu arma liti  /  E chiama a libici,
e se non farà in questo modo, spirerà sempre più lo scirocco.
E poi si sa che:
'U scriroccu  /  E 'u capu d''u malu tempu
non per nulla
Di sciroccu e di libici  /  'U marinaru beni non dici.
Lo scirocco giunge nel mar di Tropea dallo Stretto di Messina, che localmente vien detto "Canale", e su di esso il proverbio dice:
Quandu 'u Canali dormi  /  O sciroccu o Menzijornu
perchè allora spirerà uno solo di detti venti.
Allo scirocco d'estate succede il libeccio e d'inverno il mezzogiorno-libeccio. Quando spira il vento da mezzogiorno il tempo è buono e si dice: "Mezzogiornitto" il vento leggero che viene da Capo Vaticano. Il mezzogiorno-libeccio è indizio di maltempo perchè è chiamato dallo scirocco. Il libeccio d'estate può mutare in ponente, il quale può diventare maestro, salvo che non monti lo scirocco che domina tutti i venti. Esso porta vento e pioggia, per cui si dice:
Libici mai beni fici
E 'na vota chi ndi fici
Peju fici
E scuntentò tutt'i nimici.
Con le così dette Arii libiciali si ha mare calmo e pioggia sottile, lenta e continua. Col ponente-libeccio si ha un mare tempestoso, cielo nuvoloso con probabile pioggia. Col solo ponente si ha sempre vento e mare tempestoso. Per Tropea è traversia ed anche:
Di ponenti e libici  /Maru chiju omu che beni ndi dici.
Col ponente-maestro si ha mare grosso e per Tropea è traversia. Col maestro, o maestrale, se all'orizzonte vi sono nuvole a strisce, o pecorine, è indizio di maltempo, perciò si dice in gergo marinaresco che "il tempo è a motivo" diversamente sarà buon tempo e quindi:
'U maistrali èni 'a scupa di l'aria
perchè porta via le nuvole. Ma se il maestro diviene forte può acquistare una violenta velocità ed a ragione i pescatori dicono:
Quandu hiata nt'o maistru  /  No perduna mancu a Cristu.
In Tropea si avrà mare grosso per la qualcosa i pescatori assicurano le loro barche più dentro che possono sulla spiaggia.
Ed ora, prima di dare un lieve cenno sui temporali, che durante l'anno succedono nella zona di Tropea, diciamo che i venti spirano a ..... da aprile ad agosto e perciò vengono detti "venti schetti" mentre si chiamano "venti maritati" gli altri che spirano a coppie da agosto in poi ed i pescatori fissano la data dell'accoppiamento al 15 del detto mese, secondo la loro affermazione: "Quandu sonanu i campani dell'isola (15 agosto) i venti sugnu maritati".
Cominciamo dalla "sgrissura", la quale è sul motivo della ......".
o

Con essa il tempo viene a cambiamento e può rimanere in calma, ........ può succedere un temporale. La "sgrissura" avviene con certezza quando accanto alla luna viene a trovarsi una stella lucente, come abbiamo detto avanti, parlando di detto satellite, e può durare da quattro o cinque e pure sei giorni.
La "bafogna" è un temporale che può essere forte oppure leggero .... succedere con qualsiasi vento. Al principio si cominciano a vedere in diversi punti del cielo delle nuvole che non danno sospetto. ...... il tempo cambia col predominio del ponente-libeccio, oppure sopraviene una bonaccia col vento di maestrale.
Le bafogne si succedono l'una all'altra per 4-5 giorni cpnsecutivi ed avvengono nel mese di aprile, maggio e giugno. Di esse suol dirsi:
'A bafogna,  /  Centu boni e una mala
per significare che, fra tante che non arrecano danno, ve n'è sempre una che nuoce.
La "Buriana", come la bafogna, può avvenire da qualunque punto cardinale. Col dominio del maestrale si accumulano densi nuvoloni, sopra bianche e neri in basso; poi succedono lampi e tuoni frequenti. Possono avvenire nello stesso momento diverse buriane che si incontrano l'una con l'altra e possono pure formarsi delle trombe marine. Una buriana può durare mezz'ora o poco più. L'epoca in cui questo fenomeno avviene è da luglio a settembre e quest'ultimo mese è ritenuto la mamma delle buriane perchè ne avvengono di più che in precedenza.
La "Tribìa" è quasi uguale alla buriana, se non più forte. Questo fenomeno quando avviene d'inverno si dice "nivarrate" e quando è potente viene detto "grugna". Da tutto l'orizzonte si vedono venire sù nuvole a forma di teschi, poi di colpo si ha la tribìa.
"L'Ariu Nivarru" corrisponde alle nivarrate o tribìe invernali, che incominciano a dicembre e durano fino a tutto marzo. Queste burrasche possono formarsi da tutte le direzioni; ma quelle di ponente-maestro sono le più forti e quando vengono sù mandano assai vento accompagnato da lampi e tuoni. Dopo aver scaricato il vento vanno ad alleggerire. Dette tempeste si susseguono finchè il tempo non si sarà assodato. Le più importanti e pericolose vengono da ponente-libeccio.
Il "fortunale" è un contrasto di venti che provengono da tutte le direzioni e rinforza di più quando esso viene da maestro oppure da ponente-maestro.
La "traversìa" è una forte tempesta di mare che in Tropea si ha con lo scirocco-levante.
      
I "pèlanghi" si sviluppano in questo modo: per tutto l'orizzonte si vedono prima nuvole, da sud verso nord. Secondo quale punto forza da lì viene il vento, il quale andrà sempre crescendo in intensità e poi succederà un uragano. Se il punto che forza è il libeccio, o ponente, o ponente-maestro, il mare si fa grosso.
Ed ora, per finire l'argomento, diciamo del "tempo di gòrfura" il quale è un tempo buono ed avviene di notte col predominio del vento di terra. Di giorno scende il vento come di mezzogiorno; durante la giornata questo vento passa a maestrale, però la notte esce il vento di terra fresco detto "terrano". E' un tempo sempre costante e perciò sicuro. Il tempo di gòrfura comincia ad ottobre e dura per tutto l'inverno.
I "tempi di canale" si hanno quando di mattina il vento viene dal Canale (Stretto di Messina) e più tardi soffierà lo scirocco; se invece il vento viene dal golfo di Gioia Tauro, come levante, verso le undici compare lo scirocco.
La "tromba marina" è conosciuta col nome di "cudarrattu". Essendo capace di produrre disastri, i pescatori hanno imparato a "tagliarla", ossia a distruggerla, solo quando è dannosa, recitando una formula speciale che si trasmette fra loro solo la notte di Natale, in Chiesa, nel momento in cui il sacerdote consacra l'Ostia.
Il valente pescatore Francesco Laganà fu Vincenzo, alias Dannatu, da Tropea, al quale dobbiamo tutte le notizie astronomiche e meteorologiche esposte in questo lavoro, persuaso dallo scopo per il quale veniva da noi interrogato, si compiacque dirci la formula da lui usata, che è la seguente:
Credu 'Dio Patri Onnipotenti.
Criaturi di lu celu e di la terra.
E 'n Gesù Cristu nostru Signuri.
Càscari du celu 'n terra!
Finito di dire la formula, con un coltello traccia nell'aria un segno di croce e con ciò taglia la tromba marina, la quale, come per incanto, se ne va in pezzi.
Abbiamo pure altre formule, ma sono delle varianti per cui crediamo inutile citarle.
E' diffusa la credenza che l'arcobaleno sia il simbolo dell'alleanza di pace fatta da Dio con Noè, dopo il diluvio universale. Esso fa presagire il buono ed il cattivo tempo, secondo che appaia di sera o di mattina, come ci informano i comuni dettati:
Arcu di sira  /  bon tempu di matina.
Arcu matinali  /  scruscinu i cannali.
Arcu di matina  /  lu tempu si ruina.
Arcu di matina  /  l'acqua è vicina.
Sulle nuvole abbiamo da dire solo pochi proverbi:
Nuvolati a mari
Pigghiati 'i robbi
e vattindi a lavari.
Quandu li nuvolati vannu a mari
Méntiti a lavari,
Quandu vannu pi' susu
Méntiti 'nto pertusu.
Concettoso è questo detto:
Chiaria di 'mbernu
E nuvuli d'estati,
Amuri di donna
Fidi non prestati.
Secondo da dove vengono le nuvole esse indicano se il tempo sia buono o cattivo. I cumuli bianchi sono indizio di bafogna o di buriane. Al mattino, quando si vede su tutto l'orizzonte una cinta di nuvolette bianche, fra di loro lontanucce, è segno di buon tempo, ossia di maestrale. Sono notissimi i proverbi:
"Celu pecurinu  /  Acqua o ventu a lu matinu".
"Aria pecurina  /  Si non chiovi stanotti  /  Chiovi a matina".
Anche sui lampi abbiamo qualche cosa da dire:
Tantu lampa nzina chi trona,
Tantu trona nzina chi chiovi,
Tantu chiovi nzina chi scampa.
Quandu trona - aspetta l'acqua.
Quandu trona - voli chiovìri.
Doppu 'u lampu - veni 'u tronu;
Prima veni 'u lampu e poi 'u tronu.
Quandu lampa, scampa,
Quandu trona, chiovi.
Lampa e trona a lu 'mprovisu
di malu tempu dannu l'avvisu.
Riguardo la nebbia si dice che:
Doppu la nigghia  /  veni la figghia
perchè l'acqua è ritenuta figlia della nebbia e quando compare la nebbia si è sicuri che verrà a piovere; ma se la nebbia sarà bassa il tempo rimane buono:
Nigghia vascia  /  bon tempu dassa.
I detti sulla pioggia sono:
Quandu cchiù forti chiovi
Cchiù prestu scampa.
Veni l'acqua - carma lu ventu.
Quandu grida la praja di lu mari
L'acqua è vicina.
Quandu 'u mari si lagna,
la terra si vagna.
Quandu canta lu cuccu
si ottu chiovi, una asciuca tutto.
Questo proverbio vuol significare che quando canta il cùculo, in primavera, se piove per otto giorni di seguito, basterà un sol giorno di sole ad asciugare la terra.
Col nome di "rema" viene indicata la corrente marina che va così distinta: "menza rema", quando è debole, e "remèa" quando è appena sensibile. E' da notare che queste specie di correnti sono alla superficie del mare, mentre in profondità se ne incontra un'altra che cammina in senso contrario. E fra queste specie di correnti se ne incontra anche una terza nel mezzo di esse.


Si vuole che le correnti formate dal golfo di Sant'Eufemia e dallo Stretto di Messina s'incontrino nel mare di Tropea e poi da qui ritornino al loro punto di partenza. Sertorio Quattromani dice in proposito: "La corrente calda dello stretto siculo giunge sin qua (Tropea), il mare si rivolge in due contrari moti cagionati dal flusso e riflusso del golfo napetino (Sant'Eufemia) e del golfo di Gioia Tauro". Pure Torquato Tasso nel suo "Goffredo", ovvero "La Gerusalemme Conquistata", nello stesso cantò:
Di Taranto e di Locri, ardita gente,
D'Otranto e Croton nulla distorna;
O Tropea, là 've del mar corrente
Rapido si rivolge indietro e torna.
Non possiamo chiudere questa relazione senza accennare ai "Catamesi": questa parola deriva dal greco Katamnuw e vale indicare. Per questa regola i pescatori tropeani osservano il periodo di tempo che va dal 13 al 24 dicembre, poichè ciascuno di detti giorni trova la sua corrispondenza in un mese dell'anno successivo di maniera che il 13 dicembre indica il dicembre dell'anno nuovo, il 14 indica quello di gennaio, il 15 quello di febbraio, il 16 quello i marzo, il 17 quello di aprile, il 18 quello di maggio, il 19 quello di giugno, il 20 quello di luglio, il 21 quello di agosto, il 22 quello di settembre, il 23 quello di ottobre ed il 24 quello di novembre.
Con questo ingegnoso modo fanno approssimativamente la previsione del tempo dell'intera annata.

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venerdì 5 marzo 2010

Chianalea

Chianalea è il più antico borgo di Scilla, il suo nome deriva da “Piano della Galea”, ma è chiamato anche Acquagrande o Canalea, perché le piccole case che sorgono direttamente adagiate sull’acqua, sono separate le une dalle altre da piccole viuzze, simili a canali che scendono direttamente nel Mar Tirreno, formando un idillio fra civiltà e natura che resiste da secoli.  Tra le stradine strette e tortuose, si possono ammirare l’alternarsi della  antiche fontane: la “fontana Ruffo”, situata in via Annunziata, è di epoca incerta. Probabilmente fu costruita nel XVI sec per volere della famiglia Ruffo della quale porta inciso lo stemma. A forma di nicchia, e decorata con una serie di fregi, la “Fontana tre canali” sulla quale vi è scolpita la data 1610, in pietra chiara, presenta mascheroni che spillano acqua e fregi decorativi, e la fontana “Il Canalello”  chiamata anche fontana di San Clemente, situata in via Annunziata, è una fonte di acqua sorgiva che sgorga da centinaia di anni.Edifici storici di grande importanza sono: la Chiese di Santa Maria di Porto Salvo e la Chiesa di San Giuseppe e l’antico Palazzo Zagari, edificio del 1933 in stile eclettico, “Villa Zagari” palazzo del 900 è oggi monumento Nazionale dedicato a una delle più grandi figure della clinica medica Italiana, Giuseppe Zagari (Scienziato nato nel 1863 e morto nel 1946), pubblicò nel 1897 uno studio sulla diagnosi dei tumori della pleura e dei polmoni.
L’attività sulla quale si basa gran parte dell’economia del quartiere di chianalea è la pesca,  in particolare quella del pesce-spada, che secondo la leggenda è l’unica creatura incapace di provare orrore per la mostruosità di Scilla, che durante la stagione degli amori raggiungeva in grossi branchi questo tratto di mare proprio per corteggiarla.
Da qui l’abbondanza di pesce-spada lungo lo Stretto, che è motivo di una pesca tradizionale.
In passato la pesca del pesce-spada era effettuata con una particolare imbarcazione chiamata “Luntre”, di cui oggi esiste un unico esemplare, custodito in una sala del Castello di Scilla.
Il Luntre era un’imbarcazione a remi con la quale il pesce veniva inseguito e, una volta catturato e issato a bordo, sottoposto a un rituale tuttora osservato. Accanto all’occhio destro del pesce il pescatore traccia 4 volte con le unghie una croce. Oggi nel porto di Chianalea il “Lontre” è sostituito dalla più moderna “Passerella”, su cui sta il fiocinatore che, avvistato il pesce-spada scaglia l’arpione.
La pesca si effettua da Aprile a Ottobre, quando il pesce-spada attraversa lo stretto di Messina, attratto dalla limpidezza delle sue acque.
Un’evento importante nel quartiere di chianalea è quello della “sagra del pesce-spada” che si svolge nei primi giorni di Agosto, tra spettacoli e degustazione nelle vie del borgo.
Nel quartiere San Giorgio è situata una statua bronzea riproducente il pesce-spada abbracciato da un giovane pescatore.


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giovedì 4 marzo 2010

Il Volo di Wim Wenders a Catanzaro

wimwenders
Una storia d'integrazione e accoglienza ambientata in Calabria che sarà proiettata in anteprima nazionale a Roma il 19 marzo prossimo. Subito dopo, il 20,l’appuntamento è al teatro Masciari di Catanzaro,  per il cortometraggio «Il volo», girato dal regista tedesco Wim Wenders.  Nella pellicola si racconta il tema dell’accoglienza e le immagini sono state girate tra Badolato e Riace.
 Al centro del cortometraggio,le vicende di un bambino, Peppino, che vive in un paese della costa calabrese ormai spopolato dove è difficile pensare anche di oprganizzare una partita di pallone, vista la mancanza di altri coetanei.
Ma nel paese arriva un gruppo di giovani immigrati africani a bordo di un barcone, creando scompiglio nella piccola amministrazione locale con successive e animate discussioni sulla possibilità di accoglierli. Saranno proprio il bambino e il sindaco del paese a dare alla vicenda una svolta decisiva con un finale a sorpresa come capita a ogni fiaba che si rispetti.
«Il volo», è stato il primo film-fiction a essere realizzato con la tecnica della stereoscopia tridimensionale.
  

Angela Mendicino             


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martedì 2 marzo 2010

I Tesori Reggini a Palazzo Campanella

Dal dicembre dello scorso anno, a causa dei lavori di ristrutturazione che priveranno la città del Museo Nazionale della Magna Grecia per circa un biennio, i più prestigiosi reperti reggini – i Bronzi di Riace (in fase di check-up e quindi esibiti al pubblico dietro una parete protettiva, mentre gli specialisti procedono al “laboratorio di restauro”), la Testa di Basilea, il Kouros Reggino, il Filosofo, i Dioscuri ed altro ancora – saranno esposti al pubblico, del tutto gratuitamente, presso la sala “Monteleone” di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria.
L'ambiente non è vastissimo, seppur accogliente: la sala, ben illuminata e climatizzata, offre ai visitatori un banco-vendita di souvenirs e libri, oltre a due grandi schermi al plasma che mandano ripetutamente in onda dei documentari (piuttosto datati in verità...) sui Bronzi; il personale della Sovrintendenza Archeologica, gentile e competente, è a totale disposizione del pubblico, costituito per la maggioranza da intere classi di studenti del circuito scolastico provinciale.
Ogni reperto è accompagnato da un pannello informativo che ne descrive cursoriamente tipologia, provenienza, datazione e qualche dettaglio di natura storico-artistica.
L'unica nota dolente di una gestione tutto sommato positiva dei nostri prodigiosi ed inestimabili tesori rimangono tuttavia i carenti, approssimativi ed inadeguati apparati didattici al servizio dei visitatori: un errore grossolano che ostacola, ancora una volta, la realizzazione di una prolifica strategia di divulgazione della nostra Storia ai non addetti al mestiere.
Aldilà di alcune, vistose, inesattezze – il ritrovamento delle statue di Porticello viene assurdamente legato all'ipotesi di un doppio naufragio di due, diverse, imbarcazioni, nello stesso sito, in epoche diverse, col carico che si deposita, magicamente, nella stessa area circoscritta di fondale, è pazzesco – il problema principale è che i pannelli didattico-informativi non risultano affatto aggiornati allo stato attuale delle ricerche storiche ed archeologiche, specie per quel che concerne i Bronzi.
Ciò nonostante, all'interno della Sala Monteleone ci sembra di poter respirare un'aria nuova, poiché la voglia di collaborare, dialogare in sinergia, in vista della necessità di valorizzare al meglio il patrimonio culturale reggino, appare ormai una realtà; lo dimostra la cordiale, lucida ed efficace gestione che il Sovrintendente, Dott.ssa Bonomi, ha dimostrato di voler portare avanti negli scorsi mesi, specie all'epoca del paventato trasferimento dei Guerrieri di Riace ad altre sedi.
Il dialogo per l'ottimizzazione delle strutture organizzative ed espositive dei tesori di Palazzo Campanella resta, ora più che mai, aperto: un work-in-progress al quale partecipano inoltre dal Comune, dalla Regione, dagli ambienti universitari e dalla cittadinanza intera.
In definitiva, rivolgo a tutti coloro che ancora non l'hanno fatto l'invito a recarsi al Consiglio Regionale; si tratta della nostra Storia, della nostra identità, ma soprattutto è GRATIS!


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