martedì 12 gennaio 2010

Itinerario Altomonte - Castrovillari - Morano - Mormanno - Scalea

Cosenza - Altomonte - Castrovillari (A3+S. prov.+A3: km. 92, ore 4:30)Castrovillari - Morano (S. S. 19: km. 7, ore 1:30) Morano - Mormanno (A3: Km. 28, ore 1:30)Mormannno - Scalea (S. 504: Km. 49, ore 1:30) Uscendo da Cosenza, ancora per la valle del Crati, ed usufruendo quindi dell'A3, in direzione nord, oltrepassati gli svincoli di Tarsia (dove è stato realizzato un bacino artificiale) e quello di Spezzano Albanese,cui sono vicine le Terme, si è all'uscita, da poco realizzata, per Altomonte, che costituisce una tappa obbligata, per altro raggiungibile velocemente (45 minuti). L'antico Braellum (m. 495, ab. 4.663), che porta il nome attuale dal 1343, vanta, infatti, non solo notevoli monumenti, ma anche un Museo ben organizzato e numerose iniziative culturali, tra cui spicca il "Festival" di spettacoli d'arte varia (luglio-agosto). Affascinanti, anche, le numerose manifestazioni a carattere religioso, come la "S. Messa delle stelle e dei Magli" (gennaio), la processione della Festa della presentazione di Gesù (2 febbraio), e quelle in occasione della Settimana Santa (27-28 aprile). Altomonte fu feudo, tra gli altri, dei Sangineto e dei Sanseverino. L'interessante centro storico, in via di continui recuperi ed abbellimenti, si trova nella parte più alta dell'abitato, ed è sovrastato a nord dalla severa, ma suggestiva, mole quadrilatera dell'angioina "Torre dei Pallotta", con elegante bifora ad arco trilobato (sec. XIV), e ad est dagli avanzi del castello, di epoca medievale (ambedue i monumenti, di proprietà privata); poco più in basso, e sopra il moderno anfiteatro all'aperto, si erge la maestosa mole della Chiesa di S. Maria della Consolazione. Ricostruita nel periodo gotico-angioino, a spese del conte Filippo di Sangineto (ca. 1340), e successivamente riammodernata dai PP. Domenicani, ha la facciata in tufo con grande rosone centrale traforato ricostruito sull'antico modello, ma stranamente trascurando le parti originali portale archiacuto con arco di scarico all'uso senese, campanile quadro, con grande bifora. L'interno è stato restaurato nelle forme originarie.Nel presbiterio, grande mausoleo(che si trovava prima alla parte destra, entrando) del fondatore, conte Filippo di Sangineto, con arca scolpita e sostenuta da tre statue a figura intera, che reggono il baldacchino ove due angeli sollevano il tendaggio mostrando la figura giacente del conte. L'opera è identica a quelle angioine esistenti nelle chiese napoletane, e si deve probabilmente attribuire alla scuola di Tino da Camaino, o, secondo una più recente e affascinante ipotesi, all'ancora ignoto "Maestro" di Mileto. Altro avanzo di un mausoleo trecentesco rappresentato dalla statua giacente di un guerriero, e lastra tombale con la figura della famosa contessa di Altomonte, Cobella Ruffo (1447). Bello anche l'altare, del '700 napoletano, intitolato a S. Michele Archangelo. Nel vicino Convento dei Domenicani (1342) è sito il Museo di S. Maria della Consolazione, nel quale sono conservate opere d'arte di rilievo, tra cui: tavola dipinta "Madonna delle pere", di gusto catalano (sec. XV), polittico in legno con numerosi scomparti recanti storie della Passione di Cristo - attribuito al "Maestro" di Onofrio ed Antonio Penna (nobili napoletani sulla cui tomba è altarolo simile) - e tre tavolette, resti di un grande polittico, due con "Santi" e la terza con l'effige di Ladislao d'Ungheria, opere riconosciute di Simone Martini, l'ultima, e di Bernardo Daddi le prime; due riquadri in alabastro, resti di un paliotto d'altare in dieci elementi, scolpiti ad altorilievo, in minuti pannelli sagomati ad archetti in stile gotico fiammeggiante: ogni riquadro ha un episodio della vita di Gesù e della Madonna, identici ai noti avori francesi (sec.XIV); inoltre, una statuetta in marmo della "Madonna con Bambino", detta "Madonna di Trapani", di bottega siciliana del XVII secolo, tavola con "Madonna" dovuta forse ad un primissimo Pietro Negroni (ca. 1530), nonché altre tele di scuola napoletana, sculture, suppellettili intagliate da artieri locali, paramenti, corali, etc.
Il convento dei Domenicani fu centro importante di cultura monastica: vi soggiornano Matteo Bandello, Tommaso Campanella, ed altri uomini illustri per dottrina o pietà. Da segnalare, anche, la Chiesa di S. Francesco di Paola (sec. XVIII) con interessanti affreschi del coevo Genesio Galtieri, da Mormanno. A pochi chilometri da Altomonte è Lungro(m.600, ab.3.218), sede eparchica greco cattolica per gli Albanesi di Calabria, dagli originali usi e costumi e dai suggestivi riti civili e religiosi di tradizione orientale (tra cui il Carnevale, con sfilate nei costumi originali, e la "Festa della montagna", il 29 luglio), e per secoli sede di una importante miniera, oggi abbandonata. Nella Cattedrale resti dell'antica decorazione pittorica, affresco di gusto bizantino "S. Parascere" (sec. XVI), e, recente dotazione, nuova iconostasi che modifica quella dipinta da Conti nel 1940. Tornati sulla A3, in direzione nord, si esce dallo svincolo per Frascineto e Castrovillari. Quest'ultima, grande cittadina (m.350, ab.22.544), è forse di fondazione romana, e fu feudo degli Spinelli e dei Sanseverino. Nella parte sud dell'abitato: il Castello aragonese(1490), ancora però adibito a carcere; la Chiesa della Trinità (1750, addossata al preesistente convento franceschiano), con dipinto sul tela "Madonna con Bambino fra Santi" di Giovan Tommaso Conte(1592), belle tele dell'ajellese Raffaele Aloisio (sec. XIX),scultura lignea del napoletano Nicola Fumo (1711), ricco altare ligneo con tela coeva attribuita a Simone Oliva (1775); Chiesa di S. Giuliano con bel portale in pietra(1568), fonte battesimale (in origine ciborio del '500) con rivestimento ligneo scolpito (sec. XVIII), croce processionale di argenteria locale(1633) e molte altre pregevoli opere d'arte provenienti da diverse località ed edifici. Più su, dopo il Conservatorio delle Pentite con portale barocco del '600, tela del Marulli(1631) ed altre del '700, il Santuario di S. Maria del Castello (sec. XI), a breve distanza dell'abitato, offre un suggestivo panorama del massiccio del Pollino (m.2271), fino alla valle del Coscile. La chiesa è di impianto normanno, successivamente rifatta: conserva un affresco "Madonna con Bambino", di discussa datazione (sec. XI-XIV, ma forse portoangioino), altro col Redentore(sec. XIV-XV), un notevole bassorilievo di scuola pisana (sec.XIV), alcune tavole del cosentino Negroni(1552-1560) ed altre opere di artisti settecenteschi (Galtieri, 1777, Oliva) e di scuola locale del '500. Nel palazzo Gallo al centro, vicino al Municipio la pinacoteca dell'artista locale Andrea Alfano (1879-1967) ed il Museo civico comprendente materiale archeologico repertato in territorio di Castrovillari a zone limitrofe. Nelle altre chiese S. Francesco di Paola, S. Maria di Costantinopoli (S. Giuseppe), S. Maria delle Grazie affreschi e tele di pittori locali del '500-'700. Nella cittadina si svolgono diverse manifestazioni tipiche, quali la "Sagra delle vecchiaredde" (vecchiette) a gennaio, il Carnevale del Pollino ed il Festival Internazionale del Folklore dal 7 al 12 febbraio.
Da Castrovillari converrà raggiungere Morano per la S. S. 19, in modo da godere la caratteristica visione dell'abitato, ascendente sul Pollino e sormontato dai ruderi del castello normanno. Già stazione sulla via Popilia (159 a.C.), che collegava Roma con il Sud (e che in molti punti è ricalcata dalla S. S. 19), Morano (m. 650, ab. 5.116), patria di Carlo e Nicola De Cardona (sec. XX), offre diversi motivi d'interesse. Nella Chiesa di S. Bernardino attualmente in restauro, soffitto ligneo carenato, su schema veneto, del '500, grande Crocifisso in legno, statua del Santo opera di bottega napoletana del '600, leggio corale del 1536 con stemma dei Sanseverino (fondatori del Monastero),e l'eccezionale polittico "Madonna e Santi" di Bartolomeo Vivarini (1477), ora nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, in alto nel paese, statue marmoree di Pietro Bernini, padre del celebre Gian Lorenzo, "S. Lucia" e "S. Caterina di Alessandria" (1591), provenienti dal Convento di S. Maria di Colloreto e altre della sua bottega, croce processionale di argentieri abbruzzesi (1445), suppellettile lignea del moranese Agostino Fusco, notevoli tele di PietroTorres, di scuola siciliana, napoletana e romana (1500-1600), artistico organo del '700. Sulla facciata è murata la statua "S. Pietro" del XIV secolo. Nella Chiesa della Maddalena (sec. XIV, modificata nei secoli successivi), ritenuta una delle più belle chiese barocche della provincia, una "Madonna cogli Angeli" del Gagini (1505), tele del Torres (1600), Sarnelli e del Lopez (sec. XVIII)), statua marmorea della Vergine ed altre sculture della fine '500, tutte probabilmente provenienti dal Convento di Colloreto, argenterie e parati sacri di botteghe napoletane e veneziane (F. Guardì?) dei sec. XVII-XVIII, maestoso organo del 1763. Nelle Scuole elementari sede provvisoria, essendo quella definitiva S. Bernardino vi è ancora, il "Museo di storia dell'agricolura e della pastorizia" (nei secoli XIX e XX). Ancora più a nord è Mormanno (m. 842, ab. 4.277), per raggiungere la quale vi è l'imbarazzo della scelta, perché se da un lato il percorso della S.S. 19 permette di valicare lo storico passo di Campo Tenese, ove l'ultimo episodio bellico, nel 1806, segnò la sconfitta dell'esercito borbonico, quello sulla A3 offre la suggestiva veduta, sul "Cappellazzo" (m. 1200), di ruderi del Convento di S. Maria di Colloreto, fondato dal Beato Bernardo Milizia, da Rogliano, nel 1544. Normanno risale, quanto meno, ad opeca longobarda (per alcuni autori addirittura al VII secolo). Vi nacque l'illustre architetto ed organaro Giovanni Donadio, detto "il Mormando" (1450-1526). Fra le chiese, quella di S. Maria del Colle (sec. XV), su progetto dello stesso Donadio ma ristrutturata in stile barocco nel 1700: vi sono buone tele di altare di scuola napoletana (sec. XVIII), croce processionale ed altre argenterie di botteghe napoletane (sec. XVII-XVIII), bei parati coevi ricamati a colori, campanile con statua lapidea del XIV-XV secolo, organo attribuito allo stesso "Mormando" (ma del 1671, proveniente dalla cappella del SS. Sacramento). Nel paese vi sono inoltre due Oratori, del Suffragio e di S. Apollonia, affrescati dal locale Genesio Galtieri (ca. 1760). Da Mormanno si lasceranno, infine, le vette del Pollino per scendere in direzione del Tirreno, seguendo la S. 504 che, lungo la valle del Leo, porta a Scalea, attraverso Papasidero e sepolture del paleolitico, ed il Santuario di S. Maria di Costantinopoli, di origine bizantina, e successivamente passando da S. Domenica Talao. Notevole è l'interesse paesaggistico di tratti del corso del fiume, ancora incontaminati, e divenuti negli ultimi anni meta di escursionisti e canoisti.
Scalea (m. 25, ab. 7.008), rinomato centro balneare, è l'antica Laminium posta sulla via consolare tirrenica, ed i numerosi ritrovamenti archeologici permettono di situare ancora più indietro nel tempo gli insediamenti nella zona. Vi dimorano a più imprese, ospiti del filosofo Gregorio Caloprese (1650-1715), il Metastasio e il Gravina. Su quella che anticamente era l'isoletta di Capo Talao, bella torre di vedetta dell'epoca di Carlo V e, nei pressi, zona paleo-archeologica ("Grotta della Torre"). Di fronte, il centro storico, davvero notevole per lo sviluppo di scale, vicoli, portici suggestivi.In basso è la Chiesa di S. Nicola in Plateis, angioina su preesistenze: nella cripta sepolcro marmoreo (1343) dell'ammiraglio Ademaro Romano,famoso personaggio storico locale, opera della scuola di Tino da Camaino, e tela della Madonna del Carmine, dovuta a G. B. Azzolino (sec. XVI). Poco più in alto, il palazzo già dei Principi Spinelli, feudatari del luogo, con bifora ogivale su schema arabo-siculo, murata, cortile e decorazioni (sec. XIV-XVII). Salendo ancora, l'aragonese "Torre del carcere" (o Cimalonga) (sec. XV), "Antiquarium", la Chiesa di S. Maria d'Episcopìo, costruzione medievale in seguito rimaneggiata, con avanzi di affreschi del '500, e grande dipinto sulla Circoncisione di Gesù, del De Matteis (1662-1728) e, vicino, la Chiesa detta dell'Ospedale (prop. fam. Grisolia), con affreschi di stile bizantino databili X-XIII secolo. Al culmine, i ruderi del castello di origine normanna. Altri monumenti, o resti, nel territorio circostante, come quelli della "Torre di Giuda", così detta per il tradimento di un soldato che aprì la strada ai corsari turchi. Scalea offre anche alcune feste ormai tradizionali, e cioè quella in onore della Vergine del Carmine (15-16 luglio), la processione a mare e la fiera per la Madonna del Lauro (7-8 settembre), l'altra della Natività, col "palio di S. Lucia" (novembre), e svariate manifestazioni, come il "Concorso Ippico Nazionale".

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